Via Augusto Murri, 74 - 40137 Bologna (BO) Tel. 051 6233237 - Fax 051 4451364
Mail: segreteria@scuolesangiuseppe.net
 

Aiuto per il Messico colpito dal terremoto

PROGETTO DI AIUTO PER LE PERSONE DANNEGGIATE DAL TERREMOTO IN MESSICO
RICOSTRUZIONE DI ALCUNE CASE DIGNITOSE

Offerte:

  • Le comunità italiane hanno dato 500 $, (100 ogni comunità)
  • Le comunità dell’A.L. hanno dato 500$, (100 ogni comunità)
  • Altre offerte che saranno fatte pervenire attraverso organizzazioni o scuole Italiane

Come Ancelle del Sacro Cuore di Gesù, ci sentiamo vicine alle famiglie che hanno sofferto in modo più grave le conseguenze del terremoto del Messico. Ci sono persone che hanno perso i familiari e tutto ciò che avevano, restando senza nulla, per la strada.
La regione del Messico che è rimasta senza nessun aiuto, trovandosi lontano dal centro, e che è sempre rimasta emarginata,  è la regione del Chiapas, che rimane al Sud della capitale. Addirittura è una regione che non viene neppure ricordata dai mezzi di comunicazione tra quelli che hanno subito danni.
Tuttavia,  noi Ancelle abbiamo conosciuto e lavorato come Vita Religiosa Indigena con le Suore della Congregazione delle Domenicane del Rosario, alcune delle quali lavorano con le comunità del Chiapas (che fa parte di San Cristobal de las Casas) nella formazione delle leader delle comunità.
E’ questo il modo e il canale per poter inviare il più direttamente possibile gli aiuti: una Suora Domenicana  è venuta a Città del Messico, così per mezzo di lei invieremo la prima parte del denaro (1.000 $) entro il 27 del c.m. Lei ci manderà poi le notizie di come è stato impiegato il denaro almeno per la costruzione di una abitazione decente, ci invierà le foto del luogo, il nome del villaggio e della famiglia, la quale riceverà il denaro secondo le necessità del lavoro.
In un secondo momento si manderà un’altra parte del denaro che viene dall’Italia, inviato da organizzazioni, scuole, parrocchie o famiglie che vogliono appoggiare il progetto di ricostruzione. In questo modo,  secondo il costo del materiale e della mano d’opera, si vuole aiutare alcune persone o famiglie, tra le più dimenticate in questa situazione di emergenza, a rifarsi  materialmente; sappiamo che la misericordia di Dio Madre-Padre ci spinge verso di loro con un una attenzione speciale.
Ringraziamo di cuore tutte e tutti coloro che vogliono unirsi a questo progetto di solidarietà nella ricostruzione di un’abitazione decente e degna di tale nome.
Abbiamo pensato che una nostra consorella vada a visitare, più avanti, queste comunità e famiglie per mantenere vivo il filo di una relazione di vicinanza.
Vi salutiamo con gratitudine

    Le Ancelle del Sacro Cuore di Gesù presenti in Italia, Messico e Guatemala.

PERCHE’ NOI ANCELLE ABBIAMO SCELTO DI AIUTARE IL CHIAPAS
NELLA RICOSTRUZIONE DI ALCUNE ABITAZIONI DIGNITOSE 

E’ di 324 morti il bilancio del terremoto che ha scosso il Messico centrale lo scorso 19 settembre. Lo ha reso noto il responsabile della Protezione Civile, Luis Felipe Puente.
Secondo i registri ufficiali, il maggior numero di vittime si è registrato a Città del Messico (186 morti), seguita dagli stati di Morelos (73), Puebla (45), Messico (13), Guerrero (6) e Oaxaca (1).

CHIAPAS

In Chiapas la scossa principale si è registrata giovedì 7 settembre 2017 alle ore 23:49:18 ora locale con una magnitudo di 8.2  della Richter.
Fino alle ore 13:00 locali dell’8 di settembre si erano registrate oltre 770 scosse di assestamento, di cui la maggiore è stata di 6.1 gradi Richter.
A tutto il 24 settembre, negli stati messicani di Chiapas, Oaxaca e Tabasco erano stati registrati 110 morti a causa del sisma. Nel solo Chiapas erano state segnalate 50000 abitazioni danneggiate.
Le località più danneggiate del Chiapas sono San Cristobal de las Casas, Villaflores, Pijijiapan, e Jiquipilas.
In queste città, come in Oaxaca, si sono sospese le lezioni fino a nuovo avviso, affinché le autorità possano continuare nella valutazione dei danni agli edifici delle scuole con pericolo per gli alunni.
Anche se con timore e dolore dovuti al terremoto del 7 settembre scorso, gli abitanti devono affrontare ora una nuova tappa di sofferenza: la demolizione delle loro abitazioni danneggiate.
I danni provocati dal terremoto, inoltre  hanno paralizzato l’attività commerciale, quella agricola e la pesca. Il governo federale del Messico ha cominciato a distribuire tramite l’esercito degli scatoloni con alcuni prodotti di prima necessità, ma tanti abitanti si lamentano della lentezza nelle operazioni e di non aver ricevuto ancora niente. La maggior parte dei negozi alimentari nel paese è chiusa.

Siamo molto tristi per la demolizione della casa; io abito qui da 28 anni e mia mamma da molto più tempo; però deve essere demolita perché è tutta distrutta, ha detto Alejandra, abitante del capoluogo di Tonalà, uno dei municipi più danneggiati dal terremoto.
La tristezza ci invade tutti e a questa si aggiunge l’incertezza, già che le autorità dicono che demoliranno la casa; però non si impegnano a costruirne una nuova, ha detto la donna, che da due mesi è rimasta senza lavoro.
In questo comune della costa Chapaneca saranno abbattute circa 500 case, delle 6000 riportate con differenti danni, ha informato il sindaco Josè Luis Castillejos Vila.
Nella comunità El Paredòn, situata vicino al mare e una delle più danneggiate, saranno abbattute più di cento case. Due strade di questa località, abitata da 10 mila persone dedicate alla pesca, sono rimaste devastate.
Si parla molto del Paredòn, ma non delle altre (comunità)  anch’esse danneggiate come Boca del Cielo, Cabeza de Toro, Pueblo Nuevo e Manguito. Molta gente è disperata perché sono cadute le loro case, afferma Alejandra.
Dove c’è stato il Presidente sono arrivati molti aiuti, agli altri niente.
A Paredòn, dove c’è stato il Presidente Peña Nieto lunedì scorso 11, hanno portato aiuti; tuttavia nel capoluogo non ci hanno offerto nemmeno una bottiglia di acqua. Son venuti a fare il censimento e ci hanno lasciato un documento dove non c’è scritto niente, si è lamentata Alejandra.
Julio Zelada, anche lui del Paredòn, ho perso la sua casa e il suo negozio dei “tacos”, unico sostegno per la sua famiglia. Siamo pieni di speranza che ci arrivi qualche aiuto, altrimenti, con il poco che ci resta dovremo fare un garage… Per ora, ha detto, siamo nella piccola casa di mia sorella.
In Paredòn sfilano alcuni pre-candidati, ma l’aiuto ci è arrivato dalla gente normale, da gente fuori dai partiti politici e molto lentamente, ha riferito.
Un altro abitante del luogo, Hipolito Solìs, ha ricordato che la notte del 7 settembre si è aperto il pavimento. Mia nuora, i miei nipoti e la mia signora e io ci siamo salvati, ma la casa è venuta giù.
La maggioranza degli abitanti non ha ripreso il lavoro della pesca nel Paredòn. Gli uomini si danno da fare per aiutare la gente rimasta senza niente. Ci stiamo arrangiando con gli aiuti che ci da la gente, però il peggio è che stanno arrivando persone di altri posti a chiedere aiuto perché non hanno ricevuto niente ed hanno molto bisogno.
Castillejos Vila ha assicurato che l’auto ai danneggiati arriverà poco a poco, già che non si può aiutare nello stesso tempo le più di mille comunità della provincia, però per la maggioranza si è già fotto qualcosa.
Secondo le autorità statali, il terremoto del 7 settembre in Chiapas ha fatto 16 morti, 27 feriti, 54.986 case danneggiate e un milione 479 mila 575 persone danneggiate, fra altri danni. (F/La Jornada).

messico terremoto2 chapas

 
 

More Posts in Blog

 
 

Share this Post



 
 
 
 
'